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Il ponte romano

Veduta del ponte romanoIl Rio Cispiri é attraversato da un antico ponte che appartiene ad età ROMANA tardo repubblicana o del primo impero. La via era lastricata in bosoli di basalto. Durante il medio evo e l'età Spagnola al lastricato si sostituì un battuto di pietrame e terra mantenendosi fino ai nostri tempi.Nel 1826,al tempo della costruzione della Carlo Felice, gli ingegneri Piemontesi procedettero ad un ampio restauro del ponte, pur non alterandone le linee originarie. Posto tra la Carlo Felice e l'abitato, il viadotto è l' unico ponte Romano sostanzialmente integro della provincia di Oristano. E' lungo circa duecento metri e per secoli ha svolto egregiamente il suo compito, sopportando il traffico per il crocevia della viabilità secondaria di collegamento da Cornus a Macomer per Forum Traiani e Simaxis e quindi per la parte meridionale dell' isola.Dall' inizio del secolo ha sopportato il traffico di automobili e di autobus stracarichi di passeggeri e pesanti autocarri ,carichi di pietra e ghiaia ricavata dalle vicine cave di basalto. Una trentina d' anni fà furono restaurate l' arcata centrale e le due laterali. Qualche anno più tardi venne chiuso al traffico e la circolazione venne dirottata in un nuovo viadotto parallelo e più largo, realizzato dalla provincia. Il ponte romano si è dimostrato molto solido, ha resistito ad innumerevoli inondazioni che ripetutamente lo hanno sommerso completamente e rappresenta un pezzo di indiscusso valore storico ed architettonico che merita di essere salvato e valorizzato.

Descrizione strutturale - architettonica del ponte e schema

La struttura dei ponti romani e la platea concava a contrarco d'equilibrio costruite tra file e file, determinano
con queste e gli archi vere e proprie magli di catena.
la platea è costruita generalmente con lastroni di pietra nelle dimensioni massime di cm 100 120 di lunghezza e 40 50 di larghezza e spessore.
Il tufo calcare è la pietra più adoperata.
Le tecniche murarie sono due:

  • conglomerato cementizio 

  •  l'opus quadratum.

Il tufo veniva disposto a corsie sovraposte e tenuto insieme da pietre di minor grandezza lavorate a martello che collegavano la muratura unitamente alla malta di calce e sabbia componente quello
che comunemente veniva chiamato opus incertum.

Si ringrazia la scuola media di Tramatza (Anno scolastico 1999 – 2000) per i contenuti di questa sezione dedicata al nostro paese.